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Il biglietto da visita…a modo mio

Mettendo da parte l’impulso di cacciarlo alla prima parola che dice, che cosa chiedi ad un consulente che si presenta presso la tua azienda a promuovere un qualsiasi prodotto o servizio? Credo…anzi mi auguro, il suo biglietto da visita!

Il biglietto da visita, non a caso “business card” è il primo “contatto” con cui un’azienda si presenta ai potenziali clienti; deve essere chiaro, riconoscibile e, il che non guasta, dalla grafica accattivante…qualcosa che sia in grado di farci trovare, ma anche di farci distinguere anche solo per un dettaglio originale.

Questo mi hanno insegnato in definitiva gli anni in cui sono stata a contatto con inchiostri, matrici di stampa, pellicole, caratteri mobili, acidi di sviluppo e bancali di carta da stampare.

Oggi queste tecnologie, seppur estremamente affascinanti e, a mio parere, da conservare come un patrimonio culturale da non far morire, sono troppo dispendiose e troppo “lente” per adattarsi alla velocità di un mondo continuamente in evoluzione. Sono state sostituite dal “virtuale”: il sito web, la landing page, il blog, i social….

Questo ha certamente i suoi pro,

anche a livello puramente “green”, oltre a risultare sicuramente più rapido e fruibile potenzialmente da ogni parte del mondo, ma presenta i sui contro; in primo luogo la standardizzazione dei contenuti (moltissimi siti dall’aspetto simile se non uguale che non ci permettono di distinguere la qualità un prodotto, né tantomeno di identificare il suo produttore), poi l’eccessivo numero di informazioni trasmesse (gran parte delle mail pubblicitarie che ci arrivano finiscono, se ci va bene, nel cestino dopo averne letto solo il titolo, se non direttamente nello spam senza che nemmeno ce ne accorgiamo!); ed infine l’estrema competitività (la rete è unica e gli algoritmi dei motori di ricerca non proprio flessibili) al punto che per trovare una collocazione “discreta” nelle pagine di ricerca la nostra azienda dovrà o ricavarsi una nicchia specifica di mercato (con il rischio di essere visibile ad un pubblico ristretto di utenti) oppure spendere tempo e denaro affidandosi a costose promozioni dei “giganti” di internet (Google in primis) senza tra l’altro alcuna garanzia di essere “visto”.

Concludendo….

La conclusione di questa personale riflessione è che, per la mia esperienza, occorre creare un buon biglietto da visita “virtuale”; un sito che permetta di individuare le peculiarità di un’azienda, dei suoi prodotti e dei suoi servizi. Questo, lavorando un po’ sull’indicizzazione, ci permetterà di essere trovati da chi “veramente ci sta cercando”. E questo perché forniamo, magari, un servizio con qualcosa in più, un valore aggiunto. Non occorre strafare solo per vederci collocati al primo posto nella ricerca;  in passato i biglietti da visita si tenevano in un raccoglitore, il più delle volte in ordine alfabetico, e si sfogliavano avendo però già in mente la “peculiarità” di ciò che sia stava cercando.

Il sito web è il nostro biglietto da visita, ma le nostre peculiarità ci permettono di continuare a farci trovare!

 

 

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